Bilancio Sociale 2025

Lettera agli stakeholder

Care socie e cari soci,
gentili rappresentanti degli enti, delle istituzioni, delle fondazioni, delle banche, delle associazioni di categoria, delle reti territoriali e delle realtà con cui ogni giorno collaboriamo,

il Bilancio Sociale che presentiamo racconta un anno particolarmente significativo per Zerocerchio. Il 2025 è stato, a tutti gli effetti, il primo anno pieno di attività della nostra Cooperativa, nata operativamente il 1° novembre 2024 dal percorso di fusione che ha unito storie, competenze, servizi, territori e persone.

È stato un anno intenso, concreto, impegnativo. Un anno nel quale abbiamo lavorato per consolidare l’organizzazione interna, rafforzare la nostra identità cooperativa, garantire continuità ai servizi e costruire le condizioni per guardare avanti con maggiore solidità. I risultati raggiunti, anche sul piano economico e mutualistico, sono il frutto dell’impegno di tutte e tutti: di chi ogni giorno genera valore nei servizi, attraverso cura, competenza e presenza; e di chi, spesso in modo meno visibile ma altrettanto decisivo, tiene in funzione la complessa “macchina cooperativa” fatta di amministrazione, coordinamento, progettazione, comunicazione, gestione del personale, sistemi informativi e responsabilità organizzative.

A tutte queste persone va il mio ringraziamento più sincero.

Abbiamo scelto di dare a questo Bilancio Sociale un titolo che esprime il senso profondo del nostro lavoro e della fase che stiamo vivendo: Prendersi cura del possibile.

Non è soltanto un’immagine evocativa. È una responsabilità concreta.

Anche l’immagine che accompagna questo Bilancio Sociale prova a raccontare questa responsabilità attraverso il segno semplice e potente di tre clessidre. La prima custodisce il passato: ciò che è sceso, si è depositato, ha preso peso e forma. È la memoria sedimentata delle storie da cui veniamo, delle cooperative che ci hanno preceduto, delle competenze costruite nel tempo, delle relazioni che hanno lasciato traccia. La seconda rappresenta il presente: un tempo immanente e sospeso, attraversato da un movimento che non è ancora compiuto, ma che già trasforma. È il luogo dell’azione quotidiana, delle scelte da assumere, delle energie che passano da una parte all’altra e chiedono presenza, equilibrio, attenzione. La terza clessidra guarda al futuro: uno spazio ancora inimmaginabile, non del tutto definito, ma già carico di energia potenziale. Non sappiamo quale forma prenderà ciò che oggi iniziamo a costruire; sappiamo però che il futuro non arriva vuoto. Si riempie delle decisioni che assumiamo ora, delle alleanze che sappiamo generare, della cura che scegliamo di dedicare a ciò che ancora non si vede pienamente, ma può diventare possibile

Prendersi cura del possibile significa riconoscere che il lavoro sociale non può limitarsi a rispondere ai bisogni quando sono già pienamente evidenti. Se progettiamo oggi soltanto sulla fotografia del presente, rischiamo di arrivare tardi. Le trasformazioni demografiche, educative, sociali, economiche e culturali che attraversano le nostre comunità chiedono uno sguardo più lungo. Chiedono la capacità di leggere i segnali, anticipare le fragilità, preparare competenze, immaginare servizi nuovi, costruire alleanze e avviare oggi le azioni che potranno diventare risposte tra qualche anno.

Il lavoro sociale è profondamente radicato nel futuro. Ogni gesto di cura, ogni servizio educativo, assistenziale, inclusivo o comunitario non produce solo un effetto immediato: apre possibilità. Possibilità di autonomia, di benessere, di partecipazione, di relazione, di dignità, di cittadinanza. Il possibile, per una cooperativa sociale, non è un concetto astratto: sono le vite delle persone, i bisogni che cambiano, le comunità che si trasformano, i territori che chiedono nuove forme di presenza e responsabilità.

Per questo Zerocerchio vuole candidarsi con convinzione a essere non solo un gestore affidabile di servizi alla persona, ma un partner capace di progettare il futuro insieme agli enti pubblici, alle fondazioni, alle istituzioni finanziarie, alle associazioni di categoria, alle reti cooperative e a tutti i soggetti che condividono la responsabilità dello sviluppo sociale dei territori.

Il nostro radicamento territoriale è il punto da cui partire. Essere radicati non significa restare fermi. Significa conoscere i luoghi, ascoltare le persone, comprendere le relazioni, riconoscere i bisogni prima che diventino emergenze. Significa poter immaginare innovazione senza perdere il contatto con la realtà concreta delle comunità. Significa unire prossimità e visione.

Alle socie e ai soci chiediamo di continuare a sentirsi parte attiva di questo percorso. Zerocerchio avrà bisogno della vostra partecipazione, della vostra competenza, della vostra fiducia e della vostra capacità di leggere ogni giorno ciò che accade nei servizi. È da lì che nasce la nostra visione: non da un’idea astratta di futuro, ma dall’esperienza viva del lavoro quotidiano.

Agli stakeholder esterni chiediamo di riconoscere nella Cooperativa un interlocutore solido, responsabile e disponibile a costruire insieme. Le sfide che abbiamo davanti — invecchiamento della popolazione, fragilità educative, disabilità, salute mentale, solitudine, nuove povertà, inclusione lavorativa, sostenibilità dei servizi, qualità del lavoro sociale — non possono essere affrontate da soli. Hanno bisogno di coprogettazione, fiducia reciproca, investimenti, coraggio e continuità.

Il 2026 si è aperto in un contesto politico internazionale inatteso e tristemente sorprendente, segnato da tensioni e incertezze che rendono ancora più urgente rafforzare le comunità, le reti di protezione sociale e le forme di solidarietà organizzata. In questo scenario, una cooperativa sociale deve essere prudente, ma non timida; solida, ma non immobile; fedele ai propri valori, ma capace di innovare.

Questo Bilancio Sociale, quindi, non è soltanto una rendicontazione. È un invito.

Un invito a guardare insieme più lontano.
Un invito a trasformare l’esperienza in progetto.
Un invito a prenderci cura, oggi, di ciò che potrà diventare possibile domani.

Con gratitudine verso tutte le persone che hanno reso possibile il cammino di questo anno, e con fiducia nel percorso che abbiamo davanti, consegniamo questo Bilancio Sociale come testimonianza del lavoro svolto e come impegno per il futuro.

Il Presidente della Cooperativa Sociale Zerocerchio
Stefano Damiani

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